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    Un diritto chiamato
    SCUOLA DELL’INFANZIA

    La Costituzione e le varie Carte e Convenzioni internazionali prevedono tra i diritti del bambino anche quello dell’educazione, che non può essere soddisfatto solo dai genitori.
    I bisogni fondamentali di ogni bambino non sono solo quelli materiali (cibo, vestiti, alloggio, svaghi), ma anche quelli legati al suo bisogno di comprendere la realtà complessa che lo circonda, di costruire un’identità personale, di sviluppare un buon processo di socializzazione.
    La scuola dell’infanzia è diventata, assieme alla famiglia, il luogo privilegiato dove tali bisogni vengono soddisfatti.

      

    AI GENITORI....

     Avete iscritto per la prima volta il vostro bambino o la vostra bambina alla scuola dell’infanzia e siete pronti a vivere e a condividere un nuovo momento della vostra vita di genitori.

    Questa è la prima scuola che incontrate da genitori e nuove sono le regole, le abitudini, e le scelte che vi verranno proposte.
    Soprattutto per vostro figlio è un luogo nuovo dove incontrerà tanti bambini, tanti modi di vedere e di pensare, tanti e diversi linguaggi per comunicare e stringere amicizie.
    Anche nella vostra vita di tutti i giorni nasce una nuova amicizia: quella per la scuola, un amica che collaborerà nella quotidiana gioiosa fatica di aiutare a crescere i vostri figli.

     

    I BAMBINI nella scuola dell'infanzia

    Tanti sono i bambini, tante sono le loro storie.
    Ognuno di loro ha un proprio aspetto, la propria voce, la propria intelligenza, la propria fantasia, il proprio linguaggio, la propria voglia di vivere, il proprio modo di amare.
    Ognuno di loro è unico, irripetibile, originale ed eccezionale e, nello stesso tempo solidale e comprensibile agli altri.
    Uno di loro è vostro figlio/a
    Assieme sono i figli di tutti voi.
    “Spettano alle bambine e ai bambini, in quanto persone, i diritti inalienabili alla vita, all’educazione, all’istruzione e al rispetto dell’identità individuale, etnica, linguistica, culturale e religiosa, sui quali si fonda la promozione di una nuova qualità della vita intesa come grande finalità educativa del tempo presente” (Dagli Orientamenti 91)

     

    COSA FARA' IL VOSTRO BAMBINO A SCUOLA?

    La scuola dell’infanzia offre alle famiglie un supporto assistenziale ed educativo indispensabile.
    La nuova condizione familiare, sempre più contraddistinta dall’impegno di entrambi i genitori nel mondo del lavoro, implica la riduzione di tempi nei confronti delle esigenze assistenziali ed educative richieste dai figli.
    La scuola non può e non deve sostituire la famiglia, ma offrire opportunità educative e formative, non è quindi solo il luogo dove “i bambini sono ben custoditi”.
    Il vostro bambino, attraverso attività progettate e proposte dalle insegnanti, troverà risposta a tanti perché, scoprirà tante cose, imparerà tecniche e strategie, condividerà situazioni piacevoli o sconfitte che aiutano a crescere.
    “La scuola dell’infanzia concorre, nell’ambito del sistema scolastico, a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini, nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili e attivamente partecipi alla vita della comunità locale, nazionale e internazionale” (Dagli orientamenti ’91)

     

     

    PROGETTO ACCOGLIENZA

    Il progetto di questo Istituto prevede tempi di accoglienza e attività che consentano un graduale e sereno approccio alla realtà scolastica. I tempi di permanenza a scuola verranno organizzati in modo tale che, da un breve periodo iniziale, si possa arrivare al consumo del pasto e, successivamente, alla permanenza a scuola fino alle ore 16.00.

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    CURIOSITA'...

    Robert Fulghum, autore di queste significative considerazioni, usa il termine “asilo” per parlare di quella che oggi viene chiamata “scuola dell’infanzia”

    “Tutto quello che mi serve sapere l'ho imparato all'asilo."

    La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l'ho imparata all'asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell'infanzia. Queste sono le cose che ho appreso:
    * Dividere tutto con gli altri. 
    * Giocare correttamente.
    * Non fare male alla gente.
    * Rimettere le cose al posto.
    * Sistemare il disordine.
    * Non prendere ciò che non è mio.
    * Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
    * Lavarmi le mani prima di mangiare.
    * I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
    * Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po' e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
    * Fare un riposino ogni pomeriggio.
    * Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.
    * Essere consapevole del meraviglioso: ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo così.
    * I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure.
    * Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la più importante di tutte: guardare.
    Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole Auree, l'amore, l'igiene alimentare, l'ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
    Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile. Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti, l'intera umanità, prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l'hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
    Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

    Robert Fulghum

     

    - quando un bambino può giocare con la sabbia, la terra, l’acqua, le polveri, i colori, le foglie, i rami secchi senza timore di sporcarsi, ma con il piacere di sperimentare…sta imparando a vivere
    - quando un bambino ascolta e poi parla, sapendo di essere ascoltato…sta imparando a vivere
    - quando un bambino sperimenta le proprie abilità…sta imparando a vivere
    - quando un bambino riesce a cogliere gli odori e i profumi che lo circondano…sta imparando a vivere
    - quando un bambino percepisce il ronzio di un ape, il cinguettio di un uccello, il sibilo del vento, il brusio di un pc in funzione…sta imparando a vivere
    - quando un bambino osserva i piccoli insetti, una farfalla, la trama di un tessuto, le sue tracce lasciate sulla neve…sta imparando a vivere
    - quando un bambino si sa organizzare da solo il poco tempo che gli adulti gli lasciano libero …sta imparando a crescere

    I testi sono stati curati da Chiea Vanda insegnante presso la scuola P.A. Menegon di Mercato Vecchio

     

     

     

     

     

     

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