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    Spazio ascolto: progetto

    LO SPAZIO ASCOLTO

    Per i nostri alunni: uno spazio ed un tempo per pensare

    LO SPAZIO ASCOLTO

    Per i nostri alunni: uno spazio ed un tempo per pensare

    La Rete per lo spazio-ascolto nasce nell’anno scolastico 2000-2001 grazie all’iniziativa di 8 istituti (oggi 11 Istituti Comprensivi), disseminati nella provincia di Treviso, che richiedevano di essere sostenuti nell’avvio di un’attività di spazio-ascolto; la Direttiva 292 del 3. 12. 1999, concernente Interventi di educazione alla salute da parte delle scuole di ogni ordine e grado e per lo svolgimento delle attività di formazione, era stata, per questi istituti, l’occasione per formulare un progetto relativo all’attività in questione e per richiedere parte dei fondi necessari al suo avvio. A riguardo, i progetti prevedevano che la conduzione dei colloqui fosse affidata a docenti per i quali si richiedeva aggiornamento e formazione nonché una successiva azione di supporto; agli Istituti si propose quindi un progetto di rete che offrisse loro un complessivo modello di spazio-ascolto, un percorso formativo, un coordinatore di rete.

    Perché l’ascolto? Cosa si ascolta?
    Ascoltare ha il senso di permettere a ragazzi e adulti di riflettere su ciò che sperimentano e sulle emozioni che a ciò si connettono, con la finalità di favorire lo sviluppo del linguaggio e di quello spazio di pensiero di cui sopra. Questo ascolto si caratterizza dunque per una riflessione che si interroga sempre sulle emozioni messe in gioco, per una sospensione dell’azione a vantaggio della riflessione.
    Il compito durante il colloquio non è terapeutico, ma si caratterizza come ascolto e aiuto dell’alunno/a perché cerchi di individuare meglio il problema, la questione per lui/lei ritenuta importante, provi a parlarne e quindi a chiarirlo a se stesso/a, cerchi le risorse per affrontarlo.

    Il modello di attività

    Gli elementi - base del modello dello spazio-ascolto declinati dal progetto di rete sono i seguenti:
    a.    Lo spazio-ascolto è un’attività d’Istituto, che si esplicita in un progetto;
    b.    E’ un’attività per la quale si ritiene necessario che vi siano formazione e supervisione e che esse siano le medesime per tutti gli insegnanti membri del gruppo di lavoro che gestisce l’attività;
    c.    E’ un’attività condotta da un gruppo di lavoro, il quale ha il compito di elaborare le modalità di svolgimento dell’attività e di comunicarle in sedi collegiali, di monitorare l’attività, di verificarla, di elaborare e impiegare strumenti di verifica finale, di formulare al Collegio Docenti una valutazione ed un’eventuale riprogettazione dell’attività;
    d.    L’accezione e i confini della riservatezza e la gestione delle informazioni afferenti ai colloqui vengono rimessi a protocolli di rete;
    e.    Privilegiando la scrittura come strumento di riflessione e di memoria, lo spazio-ascolto comporta produzione e archiviazione di materiali.

    Lo Spazio-Ascolto nel nostro Istituto

    1. Collocazione istituzionale dell’attività di Spazio-Ascolto
        L’attività è inserita nel Progetto di Rete per lo Spazio-Ascolto, a cui aderiscono complessivamente 11 istituti Comprensivi;
     nella seguente area del POF : Benessere Alunni.


    2. Modalità di svolgimento dell’attività:
    a)  Destinatari
        Scuola Secondaria di 1^ grado: tutti gli alunni

    b)  Pubblicizzazione:
        Alunni
    SCUOLA SECONDARIA DI 1^ GRADO:
    l’attività viene illustrata, in ogni classe, dai Docenti membri della Commissione Spazio-Ascolto unitamente all’operatore dei colloqui.

    Genitori
      SCUOLA SECONDARIA DI 1^ GRADO:
      l’attività viene  presentata, dai Docenti membri della Commissione Spazio-Ascolto, nelle singole    assemblee di classe tra ottobre e novembre o in altra sede concordata con il DS e con la Coordinatrice di Rete.
    Prima dell’inizio dell’attività (seconda metà di ottobre), viene recapitata, tramite gli alunni e con tagliando di ritorno, una circolare esplicativa dell’attività stessa.
    La medesima circolare è, inoltre, a disposizione dei docenti.

    c)    Commissione Spazio-Ascolto
    •    Costituita dai docenti operatori per i colloqui, dal referente e dai docenti che svolgono attività di formazione. Per l’anno scolastico 2013/14 verrà nominato un nuovo referente vista l’impossibilità del prof. Giuseppe Rosato di continuare a svolgerla;
    •    Incontri di carattere organizzativo: almeno 2 nell’arco dell’anno scolastico;
    •    Incontri di verifica dell’attività;
    •    Incontri annuali di supervisione tenuti presso il Centro di consultazione per genitori, bambini, adolescenti di Venezia (v. Progetto di Rete per lo Spazio-Ascolto): da 5 a 7 della durata di 3 ore ciascuno (obbligatori per i soli docenti che svolgono colloqui);
    •    Svolgimento dei colloqui;
    •    Incontri di consulenza tra Operatori dei colloqui e Coordinatrice di Rete:
    uno al mese (o ogni due mesi) della durata di 1 ora (salvo diversa necessità), obbligatorio per  i docenti che, per il 1^ anno, svolgono il compito di operatore dei colloqui, facoltativi per gli altri operatori;
    •    Svolgimento di compiti connessi al ruolo del Referente, per un totale di 40 ore annue.
    •    Svolgimento di compiti connessi all’attività, per un totale forfetario di 10 ore annuali per docente.

    d)    Regolamento dell’attività dei colloqui
    Il regolamento di accesso all’attività dei colloqui viene affisso nella singole classi unitamente all’orario e al locale di ricevimento degli operatori.
     
    e)    Intese d’Istituto relative alla tutela della riservatezza e alla gestione delle informazioni afferenti allo S-A
    •    All’utente vanno garantiti rispetto e riservatezza circa quanto egli comunica all’operatore, ma, al fine di venire più efficacemente incontro alle sue esigenze, può talvolta risultare opportuno un coinvolgimento del DS tramite comunicazione scritta di alcuni aspetti del colloquio.
    L’opportunità di tale comunicazione viene, di volta in volta, stabilita dall’Operatore dei colloqui con la Coordinatrice di Rete in sede di consulenza e si svolge tramite un protocollo di Rete;
    •    Il coinvolgimento del DS avviene previa informazione all’utente;
    •    Qualora il DS ritenga opportuno un coinvolgimento del C. d. C. , si rivolgerà al Coordinatore per comunicare (anche tramite pro-memoria scritto) quanto si ritiene sia di pertinenza del C. d. C. , il quale è tenuto a garantire massima riservatezza (non far trapelare quanto appreso da comunicazioni o comportamenti) nei confronti di adulti e ragazzi;
    •    Gli ambiti generali degli argomenti trattati dagli alunni nei colloqui vengono comunicati in forma anonima (in sede di Collegio unitario o di plesso) alla fine dell’a.s. in qualità di dati del monitoraggio dell’attività e sono soggetti a riservatezza;
    •    Gli operatori non si confrontano tra di loro sul contenuto dei colloqui in sedi e tempi improvvisati: ciò al fine sia di tutelare la riservatezza dovuta ai colloqui sia di rispettare le sedi e i tempi riconosciuti idonei alla discussione sul contenuto dei colloqui stessi (incontri di supervisone e di consulenza);
    •    Si ribadisce la necessità di collaborazione da parte di tutti i docenti relativamente a due dimensioni dell’attività:
        con caratteristiche differenziate, l’ascolto è un atteggiamento presente in tutti gli ambiti della relazione educativa che non può quindi essere confinato nei soli colloqui dello S-A;
        i colloqui dello S-A sono, per altro, una risorsa per i ragazzi,  che vi accedono tanto più facilmente quanto più percepiscono che i loro insegnanti hanno in mente anche questa attività come un’opportunità per loro.

    f)    Operatori dei colloqui
    In riferimento al progetto di Rete, si ribadisce quanto segue: l’Operatore
    •    è esterno al C. d. C  degli alunni con cui ha colloqui;
    •    è tenuto al rispetto della durata stabilita per ogni colloquio (30 minuti);
    •    è tenuto alla registrazione scritta dei colloqui su apposita scheda (concordata tra gli istituti in Rete e oggetto di riservatezza) e al conseguente monitoraggio dei colloqui;
    •    è tenuto a conservare le schede nel luogo stabilito dall’Istituto;
    •    è tenuto agli incontri di formazione o supervisione e a quelli di consulenza;
    •    è responsabile della selezione dei colloqui effettuata agli effetti della supervisione,  consulenza e delle comunicazioni che opera presso il DS.
    Per accordi di Rete, agli operatori vengono retribuite con il fondo d’istituto (a titolo di attività funzionali all’insegnamento) le ore in cui si sono effettivamente svolti dei colloqui e quelle per la compilazione delle schede di registrazione dei colloqui (1|4 d’ora a scheda).

    g)    Modalità di verifica
    In tutti gli istituti in Rete, l’attività viene verificata tramite
    •    monitoraggio consentito da dati anonimi risultanti dalle schede di registrazione dei colloqui;
    •    2 incontri di verifica della commissione;
    •    a fine anno, somministrazione di un questionario a alunni e docenti (a questi ultimi ad anni alterni).
    L’inserimento dei dati, contenuti nei questionari,  è a cura dei docenti della commissione presenti nelle singole sedi e deve essere ultimato entro i termini stabiliti, di anno in anno, dal Gruppo dei Referenti.

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